La via degli etruschi

Tracce del passato si possono ancora notare guardando il crinale delle colline, le strade che costeggiano il fiume Arno e i resti dei ponti ancora in uso oggi. A lasciare le prime tracce sarà l’uomo del paleolitico (200.000 anni fa) con un manufatto litico detto “amigdala”, una grossa pietra a forma di mandorla con scheggiature a lamella, ritrovata in un casolare a pochi chilometri da qui presso Vico. Altri siti preistorici sono stati rinvenuti e con essi un abbondante materiale sotto forma di punte di selci e oggetti di pietra. Donati al Museo Antropologico e Etnografico di Roma. Gli Etruschi, popolo sublime, trovarono piena fioritura in Arezzo e a Capolona verso gli inizi del VII secolo a.C. Costruirono qui una strada che taglia l intero casentino, scavalcando gli Appennini, per raggiungere la valla del Po’. Lasciarono manufatti, fondamenta di case…posero le basi a quella che poi sarà la società romana con le proprie leggi, struttura sociale, collegamenti stradali…la via Cassia che unisce Arezzo a Roma, la via Francigena che collegava l’Europa alla capitale dell’Impero. Con i romani giunse anche il Cristianesimo e Capolona raccoglie la fusione dei due culti: La Pieve di Sietina prima tempio pagano, diventa a tutti gli effetti luogo di fede cristiana. È un luogo antico quello di Bibbiano, il suo nome porta con sé tracce della vita romana. Luogo dedito al culo del Dio Giano. Divinità bifronte.